Palazzo Vecchio Firenze

Palazzo Vecchio di Firenze fu costruito nel periodo che va dal secolo tredicesimo ai primi decenni del quattordicesimo con la finalità di essere la sede dei Priori, la parte più antica del palazzo quella che si affaccia sulla piazza venne progettata da Arnolfo di Cambio. Seguenti accrescimenti del secolo quindicesimo e del sedicesimo secolo ne hanno modificato le dimensioni dal lato posteriore senza cambiarne l'aspetto imponente a bugne rustiche con ballatoio aggettante e torre asimmetrica. Inizialmente sede della Signoria, ospitò per un periodo dal millecinquecentoquaranta la famiglia granducale all'epoca di Cosimo primo de' Medici, nel periodo antecedente il trasferimento conclusivo nella nuova residenza di Palazzo Pitti (risale a quel periodo il nome di palazzo "vecchio"): avvennero in quegli anni le più importanti modificazioni volute dal Vasari che fece delle decorazioni sontuose, le parti interni ristrutturate per assecondare le esigenze di governo. Vediamo successivamente gli ambienti più rilevanti: l'iniziale cortile d'ingresso che, decorato a stucchi bianchi e dorati e affrescato nel '500, deve però la sua struttura elegante al secondo '400. Attraverso il cortile si entra nell'antica Sala d'Armi, dove vengono organizzate dalla città di Firenze molte esposizioni.
Il sontuoso salone dei 500 lo troviamo al primo piano, opera del Cronaca, utilizzato per le riunioni del Consiglio Generale del Popolo secondo le riforme dello Stato sostenute da Girolamo Savonarola. Gli affreschi alle pareti furono originariamente opere di Michelangelo e Leonardo ma dobbiamo ringraziare l'opera decorativa del Vasari che le resero come le vediamo oggi. Il soffitto a lacunari, gli affreschi sulle pareti, l' "Udienza", sculture del De' Rossi con le Fatiche d'Ercole, tutto ciò contribuisce con composita e ricca simbologia e precisi riferimenti storici alla glorificazione dei Medici. Nel Salone è posto anche il "Genio della Vittoria" opera di Michelangelo.  In contrapposizione con la maestosità del salone, ma allo stesso modo sfarzoso, è il piccolo adiacente Studiolo di Francesco primo, tesoro di arte e sensibilità manieristiche, nel quale il principe si ritirava assorto dai suoi tesori.

particolare di Palazzo Vecchio

   

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